Cashback, il non-senso del ridicolo dei liberisti

Economia

Oscar Monaco – La motivazione addotta da Mario Draghi per l’abolizione, de facto, del Cashback di Stato, umilia il senso del ridicolo: affermare che la tendenza all’uso di strumenti elettronici di pagamento sia concentrata al nord e nelle grandi città, come ha fatto il Presidente del Consiglio è come dire che l’acqua scorre dall’alto verso il basso, una constatazione della realtà priva di qualsiasi nesso logico con il tema delle politiche fiscali; aggiungere poi che rimborsare consumi fino a 3000€ all’anno, 8€ al giorno, sia un favore alle categorie più ricche del paese fa pensare che l’ex Presidente della BCE non abbia contezza della condizione di vita e di spesa di almeno qualche decina di milioni di cittadine e cittadini italiani.
I rapporti del Ministero dell’Economia e Finanze o della Community Cashless Society attivata su iniziativa di The European House–Ambrosetti, per citarne un paio, in cui vengono calcolati gettiti fiscali ampiamente superiori al costo del Cashback, il contrasto al nero e le proiezioni sull’aumento dei consumi in un momento di crisi nera degli stessi non contano nulla di fronte ad argomenti il fatto che gli over 65 siano meno propensi all’uso di strumenti di pagamento cashless.
E la stampa main straeam allineata e coperta a spellarsi le mani per banalità tento agghiaccianti quanto inutili.
Il neoliberismo è la zavorra del progresso, prima ci liberiamo dei ruderi che si ostinano a mantenerlo in vita, meglio è.

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