Ricchi spilorci che contano i soldi in tasca ai poveri

Politica Società

“Di più non basta mai”, The Wolf of Wall Street

Oscar Monaco – L’Italia è un paese meraviglioso, dove se si parla di tassare minimamente rendite e patrimoni di milioni di euro si assiste ad una levata di scudi neanche avessero rapito tutti i neonati del paese e li tenessero sequestrati sotto minaccia di morte, ma se un povero, magari disoccupato e disabile, accede ad una misura di sostegno sufficiente appena per non morire di fame, giornali e tv vanno in preda a crisi isteriche ossessivo compulsive, ininterrotte e a reti unificate, insieme a schiere di politici, sedicenti “riformisti”, “moderati” e “liberali” (sic), che ci parlano di sostenibilità della spesa e di conti pubblici. Gli stessi conti pubblici da cui ogni anno da anni si attingono migliaia di miliardi di euro per detassare, ai padroni, il costo del lavoro, per pagare salari da fame a milioni di giovani in stage permanenti, che andrebbero pagati dignitosamente dalle aziende per cui lavorano, che invece se li tengono gratis e poi li buttano appena finito l’obolo statale.
Tutto ciò in un coro lagnoso e incessante di chiagnefottismo olimpionico, di (im)prenditori che si lamentano di non trovare giovani “disposti a sacrificarsi”; gente che il sacrificio e il lavoro non lo riconoscerebbe neanche in cartolina.

Nel frattempo l’Italia è l’unico paese al mondo tra quelli industrializzati o in via di sviluppo, praticamente tutti esclusi quelli recentemente devastati da guerre o quelli in cui la pastorizia nomade è la principale attività economica nazionale, dove negli ultimi trent’anni i salari non solo non sono aumentati, ma sono diminuiti. Un record degno del podio della vergogna.
L’ultima proposta presa in considerazione dal vecchio banchiere in pensione (a 14.000€ al mese, dall’età di 59 anni) è di scalare dal Reddito di Cittadinanza 5€ al mese, dopo sei mesi, fino al raggiungimento del 10% dell’assegno; francamente non riesco ad immaginare qualcosa di più micragnoso, pezzentevole e disgustosamente classista come questa ipotesi. Una cosa da far impallidire Maria Antonietta insieme alla brioches.
Se questo non bastasse, c’è dell’altro: un’altra proposta indica l’obbligo per i comuni di impiegare almeno un terzo dei percettori del Reddito di Cittadinanza in “progetti utili alla collettività” con la specifica che “Lo svolgimento di tali attività è a titolo gratuito e non assimilabile ad una prestazione di lavoro”. Da Reddito di Cittadinanza a corvée.
L’idea che ad un lavoro, quale che sia, debba corrispondere un contratto e una paga oraria dignitosa non viene nemmeno presa in considerazione, ovviamente.

Direi che siamo stati veramente fortunati ad avere al governo il migliore, perché se per sbaglio fosse stato appena qualcosa meno, per dirla col sommo poeta, a l’alta fantasia qui mancò possa.

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