Ecco come Cingolani ha sabotato le rinnovabili e il PNRR in sole tre mosse

Ambiente

“Al MiTE sono bloccate autorizzazioni per 37 GW di impianti di energie rinnovabili. Le autorizzazioni sono ferme presso la Commissione Tecnica PNRR PNIEC, istituita con Decreto legge 77/2021 allo scopo di accelerare il rilascio delle autorizzazioni per impianti da FER. Dal suo insediamento, il 18 gennaio 2022, la Commissione voluta dal Ministro Cingolani non ha rilasciato nemmeno un’autorizzazione o una VIA (Valutazione Impatto Ambientale). Ogni mese, al MiTE, arrivano progetti che si fermano e si accatastano gli uni sopra gli altri. Solo a settembre 2022, sono state presentate presso la Commissione PNRR PNIEC richieste per impianti di rinnovabili per 6,3 GW. Ecco la prima di tre mosse messe in atto da Cingolani per sabotare contemporaneamente le rinnovabili e il PNRR”.

Così in una nota il co-portavoce di Europa Verde ed esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, che prosegue: “La seconda mossa: il Ministro non ha approvato il Decreto sulle aree idonee per le rinnovabili. In questo modo, i 280 GW le cui richieste di allacci alla rete elettrica sono ferme presso Terna continueranno a rimanere bloccate grazie al MiTE. Infine, il Ministro ha bloccato il Decreto attuativo sulle comunità energetiche che darebbero un forte impulso alla riduzione dei consumi elettrici da idrocarburi con notevole risparmio economico”.

“Oggi sono quasi un milione gli impianti da FER per autoconsumo: si tratta di 10TWh di consumi elettrici residenziali su un totale di 66TWh, vale a dire il 15% dei consumi elettrici nazionali residenziali. Perfino il Premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi, ha dovuto rinunciare a installare i pannelli fotovoltaici perché le norme lo hanno fermato. Con 70 GW di rinnovabili che si potrebbero installare in meno di 4 anni, – conclude Bonelli, – l’Italia potrebbe fare a meno di 26 miliardi di metri cubi di gas pari alla la quota fissa di gas che l’Italia utilizzava nel 2021”.