La nostra lotta antimafia è una cosa seria

Editoriali

di Elisabetta Piccolotti – Soldi in cambio di voti per i partiti di destra. È così che ha funzionato la campagna elettorale a Bari nel 2019. Decaro non c’entra come confermano le intercettazioni pubblicate oggi in cui si sente un uomo dei clan dire “Decaro non paga niente”. La mossa di Piantedosi di avviare la procedura che prelude ad un eventuale scioglimento del Comune di Bari per Mafia è quindi un atto di inedita e inaudita gravità. Piantedosi evidentemente gioca la carta del commissariamento per condizionare la campagna elettorale che vede la destra priva di idee e di proposte per la città. Quando si utilizzano gli strumenti istituzionali per infangare altre istituzioni e per fare propaganda si crea un conflitto che può risolversi solo con un passo indietro. Piantedosi annulli la scelta di inviare la commissione d’accesso e si impegni a sostenere le azioni che l’amministrazione comunale di Bari da anni porta avanti contro la criminalità organizzata. Lo Stato non può nello stesso momento mettere sotto scorta un Sindaco per proteggerlo dalla Mafia e accusare la sua amministrazione di essere infiltrata dalla Mafia, delle due l’una e tutti sanno qual è quella giusta.

Saremo infatti in tanti in Piazza Ferrarese a Bari sabato 23 marzo alle 10.30 per dire che la nostra lotta antimafia è una cosa seria e non può essere infangata con operazioni di mera propaganda elettorale.

Una lezione, e una sola, dobbiamo però imparare da questa storia: mai raccogliere in maggioranza i transfughi della destra, come noi di Alleanza Verdi e Sinistra sosteniamo da anni. Come dimostra questa vicenda spesso si portano dietro un bagaglio di affari sporchi e amicizie imbarazzanti. Se lo ricordino le alleanze progressiste in tutta Italia.